
Al centro di Euroluce 2025, due giornate – Light for Life. Light for Spaces – con venti illustri professionisti internazionali, tra cui Robert Wilson e Marjan van Aubel, che rifletteranno sull’impatto della progettazione della luce. A ospitarli l’Arena The Forest of Space dell’architetto Sou Fujimoto.
La luce assumerà un ruolo sempre più centrale nella progettazione integrata e sostenibile di spazi pubblici e privati, mettendo al centro la qualità della vita e il futuro del nostro pianeta. Da questa considerazione, si è partiti per immaginare la prima edizione di The Euroluce International Lighting Forum, un laboratorio di conoscenza e innovazione per il futuro del lighting design, consci che la Manifestazione debba porre attenzione sinergicamente sia all’offerta commerciale sia alla richiesta e alle esigenze formative, informative e di visione dei professionisti del settore.
Questo nuovo appuntamento internazionale dedicato alla cultura della luce si farà portavoce di una riflessione più ampia sul ruolo dell’illuminazione nella vita quotidiana e negli spazi che abitiamo attraverso un approccio multidisciplinare.
Afferma Carlo Urbinati, Presidente di Assoluce di FederlegnoArredo: “Dare profondità agli spazi, caratterizzarli, trasmettere sensazioni, ma anche creare benessere e contribuire alla vivibilità degli spazi, pubblici e privati. Raccontare la luce da questa prospettiva è l’obiettivo che, come Assoluce di FederlegnoArredo, ci siamo prefissati insieme al Salone del Mobile.Milano nell’organizzare The Euroluce International Lighting Forum, in programma il 10 e 11 aprile negli spazi di Fiera Milano, Rho”
Il primo The Euroluce International Lighting Forum, iniziativa diretta da Annalisa Rosso con la collaborazione di APIL, sarà volto a stimolare lo scambio di idee e promuovere l’innovazione nel mondo dell’illuminazione.
Una due giorni (10 e 11 aprile) articolata in 6 masterclass, 2 tavole rotonde e 2 workshop ospitati nell’Arena The Forest of Space (pad. 2), progettata dall’architetto giapponese Sou Fujimoto, tra gli architetti più affermati negli ultimi dieci anni, ideatore del Grand Ring, struttura in legno con circonferenza di 2km che circonderà i padiglioni nazionali dei Paesi presenti a Expo 2025 Osaka.
A Euroluce, l’Arena The Forest of Space, progetto curato da VIV Arts, sarà realizzata con travi di pino naturale disposte verticalmente, traendo ispirazione dalla vitalità organica delle foreste e trasformando lo spazio in un’esperienza fluida e stratificata che avvolgerà chi vi entra come una foresta. Un esempio dell’intersezione tra arte e architettura, che, come definisce Oliva Sartogo, co-fondatrice di VIV Arts, trasmette un nuovo modo di vivere lo spazio pubblico, fluido, organico e aperto alla trasformazione. L’Arena abbraccia i principi del design biofilico, integrando la natura nell’architettura e promuovendo un linguaggio modulare e adattabile, capace di ripensare gli spazi pubblici come luoghi più aperti, inclusivi e partecipativi.
Sotto il titolo Light for Life. Light for Spaces, si avvicenderanno masterclass, tavole rotonde e workshop, condotti da venti relatori internazionali tra lighting designer, architetti, artisti, scenografi, scienziati, biologi, psicologi invitati a condividere visioni, intuizioni, pratiche di ricerca e progetto con l’obiettivo di stimolare una più profonda comprensione del futuro del lighting.
La luce sarà, così, affrontata non solo nel suo potenziale tecnologico, ma anche attraverso una riflessione di carattere antropologico e filosofico per capire cosa guiderà la sua progettazione nello spazio abitato di domani.

L’installazione Mother, che reinterpreta l’incompiuta Pietà Rondanini di Michelangelo, fondendo musica, luce e immagini – elementi distintivi del linguaggio di Robert Wilson – per creare un’esperienza immersiva.
Presupponendo che l’uomo nasce per vivere all’aperto, dove la luce naturale lo influenza sia biologicamente sia psicologicamente, e che l’illuminazione artificiale riesce a modellare ritmi biologici, esiste un modo semplice e scientifico per progettare un’illuminazione positiva a misura d’uomo? Per la sua felicità e il suo comfort? Cosa intendiamo quando parliamo di Human Centric Lighting? A queste e a molte altre domande daranno risposta i relatori della prima giornata.
Si parte dalle masterclass della Solar Designer Marjan van Aubel, che da sempre osserva la luce solare e si chiede come poter utilizzare in modo diffuso questa forma di energia democratica come affrontata nel progetto Sunne.
In dettaglio riportiamo una ” declinazione ” della SOLAR DESIGN di Marjan van Aubel.
” Il Solar Design è più di una semplice disciplina: è un nuovo movimento che ruota attorno alla progettazione con il sole. Cambia la narrativa, trasformando l’energia solare da un elemento puramente tecnico a una parte integrata e armoniosa della nostra vita quotidiana. Unisce creatività, sostenibilità e un profondo rispetto per il sole e la sua energia inesauribile. La conversazione sull’energia solare sta cambiando: non è più solo una questione tecnocratica, discussa in termini di tempi di ammortamento ed efficienza. Essendo la fonte di energia più economica e abbondante, il solare ha il potenziale per plasmare un mondo post-fossile. Ora è il momento di usare il potere del design per integrarlo in modo più naturale ed esteticamente piacevole nel nostro ambiente quotidiano. Il solar design, un termine coniato dalla stessa Marjan van Aubel, immagina un mondo in cui l’integrazione del solare sia essenziale, non solo un aspetto tecnico aggiunto in un secondo momento. Al contrario, dovrebbe essere il punto di partenza, la base del processo progettuale. Si ritiene che, in futuro, un oggetto o un edificio verrà considerato “rotto” se non sarà in grado di generare la propria energia. Come possiamo integrare senza soluzione di continuità l’energia solare nella vita quotidiana, valorizzando estetica, interazione e valori culturali? Come possiamo usare questa tecnologia per creare qualcosa di bello, capace di arricchire il nostro ambiente e il nostro modo di vivere insieme? Marjan van Aubel offrirà una panoramica storica su come, in passato, vivevamo e progettavamo con il sole, su cosa possiamo imparare da queste pratiche e su come disegnare un futuro post-fossile grazie all’energia solare. Attraverso esempi del suo lavoro – come Sunne, una luce solare autosufficiente che imita il sole; Ra, un arazzo solare; o il Solar Pavilion, una rete solare su scala architettonica – ispirerà e stimolerà il pubblico a vedere l’energia solare sotto una nuova luce.”
Si passa poi a Stefano Mancuso, pioniere della neurobiologia vegetale, che esplorerà come l’uomo possa ispirarsi alle strategie adottate dalle piante per catturare la luce e trasformarla in fonte di benessere e in fine mattinata la parola passa a Robert Wilson, celebre artista americano, che racconterà il suo senso della luce.
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È indubbio che l’illuminazione artificiale abbia un impatto radicale su estetica, percezione e funzionalità dell’architettura. Quali le strategie per valorizzare lo spazio abitato dall’uomo e produrre emozione? Il design luminoso si concentrerà sulla replica indoor delle infinite variazioni della luce naturale o sul design dell’oggetto stesso? Come armonizzare il bisogno di sostenibilità energetica con l’ambizione di una progettazione luminosa culturalmente significativa?
Gli interventi della seconda giornata racconteranno di soluzioni innovative, dall’illuminazione responsabile a tecnologie intelligenti, mostrando come la luce possa in architettura raccontare storie, parlare di culture e aggiungere senso e valore ai progetti che viviamo, a partire dalle masterclass di Kaoru Mende, Lighting Designer giapponese – tra i suoi progetti illuminotecnici più noti quelli del Tokyo Station Marunouchi Building e della Sendai Mediatheque – che esplorerà il presente e il futuro del lighting design attraverso tre prospettive: innovazione, sostenibilità e benessere. Seguirà Patrick Rimoux, Light Sculptor e Lonneke Gordijn, artista, Co Founder DRIFT.
Nel pomeriggio sarà la volta di un’altra Tavola Rotonda a cui parteciperanno Susanna Antico, Architetto e Lighting Designer, associato APIL; Hervé Descottes, Lighting Designer, Fondatore e Titolare de L’Observatoire International, noto per il suo approccio innovativo e artistico alla luce, con alle spalle progetti come il Qatar National Museum a Doha e il Guggenheim ad Abu Dhabi. Infine, il workshop pomeridiano, dedicato a un selezionato numero di lighting designer, proporrà un approfondimento pratico e funzionale di A.J. Weissbard, Lighting Designer e Artista internazionale, con il ricco tema LUCE TEMPORANEA NELLO SPAZIO PERMANENTE : SOLUZIONI DI ILLUMINAZIONI CREATIVE PER MUSEI E MOSTRE.
L’INSTALLAZIONE MOTHER DI ROBERT WILSON
Esplorando le connessioni tra arte e design e ridefinendo le intersezioni creative, Robert Wilson e Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile.Milano, daranno vita a un dialogo stimolante sulla creatività e sul potere trasformativo del design. La loro conversazione approfondirà la carriera cinquantennale di Wilson, mettendo in luce l’interazione tra arte e design. Al centro di questa riflessione si trova l’installazione Mother, che reinterpreta l’incompiuta Pietà Rondanini di Michelangelo, fondendo musica, luce e immagini – elementi distintivi del linguaggio di Wilson – per creare un’esperienza immersiva.
Questo progetto esemplifica come arte e design si intreccino, plasmando lo spazio e l’emozione in modi profondi. Più di una semplice installazione, Mother è una meditazione sul potere evocativo dello spazio, dimostrando come gli interventi artistici possano trasformare la percezione. Accompagnata dallo Stabat Mater di Arvo Pärt, l’opera incarna l’etica collaborativa di Wilson, in cui elementi visivi, spaziali e sonori si fondono armoniosamente. Questa conversazione farà luce su come il design possa ampliare la visione artistica, dissolvendo confini e ridefinendo la nostra esperienza del mondo.e della tecnologia.
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